Nome Comune:
Serpente del grano
Nomi Scientifici:
Pantherophis guttatus guttatus
Elaphe guttata guttata
Sottofamiglia:
Colubrinae
Elaphe (40 specie ca.):
Colubrinae
Habitat:
Pantherophis guttatus vive di solito in foreste decidue, colline rocciose, pinete e aree rurali.
Distribuzione:
Vive nel sud-est degli Stati Uniti.
Descrizione:
L’Elaphe pantherophis è un predatore prevalentemente notturno di media taglia (150cm).
Ha una colorazione ancestrale (rilevabile in natura) con sfondo rosso e selle arancioni bordate di nero.
Il colore degli occhi è nero (rosso negli albini).
Essendo il primo serpente riprodotto in cattività più di 50 anni fa nelle università americane per delle ricerche sull’albinismo negli anni è stato selezionato per ottenere varie colorazioni e varii tipi di livrea (morph)
In natura si trovano diversi morph rilevabili in determinate zone geografiche (oketee).
Gestione in cattività:
Data l’indole solitamente tranquilla dell’animale è possibile tenerne più di uno in un terrario, tuttavia è sconsigliabile tenere maschi con femmine non ancora adulte per evitare gravidanze.
Un adulto può essere tenuto in un terrario di 100×50x50 cm; come substrato si può usare torba bionda di sfagno, tutolo di mais, carta assorbente.
NOTA: E’ sempre consigliabile tenere gli animali divisi per un migliore monitoraggio e per evitare che gli eventuali problemi che sorgono in un animale possano propagarsi agli altri.
L’umidità ottimale nella teca è del 60-80%, ottenuta sistemando il contenitore dell’acqua nel punto di massimo calore.
La temperatura dovrebbe aggirarsi intorno ai 27° - 30°centigradi nella zona calda e 23°-26° nella zona fredda il giorno e 20° - 23° la notte, considerando il fotoperiodo delle regioni endemiche per le elaphi.
Raggi UV non sono necessari.
Per ottenere la temperatura desiderata si consiglia di usare un tappetino riscaldante (va bene anche una lampada spot che però dovrà essere schermata per evitare ustioni agli animali) regolato da un termostato.
Vista l’estrema capacità di evasione, specialmente dei piccoli, si consiglia di fare attenzione a tutte le possibili vie di fuga.
Dieta:
In natura le prede abitudinali di questi serpenti sono: piccoli mammiferi, volatili per un adulto ma i baby si nutrono anche di piccoli rettili.
In cattività si adattano benissimo ai topi, da piccoli si sommonistreranno 1 pinkie ogni 5 giorni.
La frequenza dei pasti via via si andrà diluendo col crescere dell’animale (da adulto un topo ogni 15 giorni andrà benissimo).
Si consiglia di non eccedere con la taglia delle prede sopratutto da piccoli in quando i pantherophis, predatori voraci come sono, non faranno fatica ad ingurgitare prede sovradimensionate e rischiare seri danni e nel peggiore dei casi la morte.
La preda non dovrebbe mai superare il diametro del corpo dell’animale nella parte più larga.
Riproduzione:
Dopo un periodo di bruma si consiglia i risvegliare gli animali verso la seconda metà di febbraio cominciando gradatamente ad alzare le temperature e aumentando le ore di luce.
Durante questo periodo si consiglia di tenere a disposizione un’abbondante quantità d’acqua per far si che gli animali possano reidratarsi ed immergersi spesso conseguentemente ai liquidi persi durante la bruma
Si faccia attenzione a tenere divisi i due sessi durante questa fase. Appena riportati i valori a quelli ottimali si inizi ad alimentare abbondantemente gli animali, non appena la femmina compie la prima muta si possono unire il maschio e la femmina, avendo però l’accortezza di mettere la femmina nel terrario del maschio e non viceversa.
E’ inutile mettere insieme i due animali prima che la femmina abbia completato la prima muta post bruma in quanto questa muta contiene il massimo livello di ferormoni per attrarre i maschi che in questo periodo sono iperattivi.
Sessaggio:
sono facilmente sessabili:
- Tramite la tecnica del popping
- Tramite sonda
- Tramite la differenza di lunghezza della coda (i maschi hanno la coda più lunga).
Allevamento dei piccoli:
I piccoli andrebbero tenuti divisi in quanto specialmente durante i pasti rappresentano un pericolo gli uni per gli altri.
Note del Redattore:
testo di Daniele De Benedictis (Danielinux)